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Il Comune di Mazzarino, Assessorato Sport, Turismo e Spettacolo presenta “Valerio e lo Specchio”, un incontro con lo scrittore Giuseppe Sanfilippo. L’appuntamento, curato da Sergio Buttigé, si terrà sabato 12 luglio alle ore 19:30 nel Chiostro dell’ex Convento dei Padri Carmelitani. Durante la serata ci saranno letture a cura di Sonia Pagano e interventi musicali di Antonella Carmisciano. L’evento verrà registrato e successivamente trasmesso da Radio Onda Due.
Ispirate da un’armonia apparente mentre ne ricercavo il senso
C’è in questo scritto il paradosso, la frenesia della vita moderna, le nevrosi evidenti o sottaciute, cioè presenti eppur ben controllate ma che tuttavia fanno capolino ad ogni occasione propizia.
C’è l’empito alla protesta e alla ribellione ma anche il pavido e comodo adagiarsi alla rassegnazione, al conformismo: c’è, insomma, tutta l’umanità moderna, con i suoi stress, i suoi condizionamenti, le sue maschere, i suoi incubi, le sue nevrosi, il grave malessere esistenziale che cagiona atteggiamenti paranoici e compulsivi, non sempre facilmente controllabili.
C’è, ancora, la ricerca dei “miti” attuali, come la spesa, il supermercato, il centro commerciale, l’inseguimento spasmodico di un risparmio ingannevole, il rifugio dell’io in una dimensione onirica reale o artificiale, ma comunque onirica e perciò fallace. Eppure di fronte a questa realtà, la mente del lettore si scoraggia e preferisce pensare che il tema trattato sia piuttosto “fantascientifico” che reale e tuttavia assai verosimile.
Assai suggestivo appare l’uso delle maschere comportamentali che, per quanto strane, calzano bene, tradendo una grande complicità di fatto tra l’io e la maschera indossata, che consente di vivere esperienze alquanto bizzarre – che prese a sé farebbero solo rabbrividire – ma tuttavia ben tollerate, in quanto ammantate e talora francamente soverchiate di perbenismo.
Nel lavoro di Sanfilippo affiorano tante contraddizioni: ma tutte hanno una finalità manifesta o comunque intuibile da parte del lettore che, ancorché disorientato, riesce tuttavia a cogliere il filo conduttore dell’ironia dell’autore.
I personaggi sono protagonisti della vita reale, i cui gesti appaiono certamente esagerati e talora apparentemente incoordinati ma alla fine il lettore ne percepisce la forte caratterizzazione. I fatti narrati oscillano bellamente tra il verosimile e l’inverosimile. Tuttavia le parti conclusive sono esaustive e ben chiaramente reiterano l’impronta concettuale che l’autore ha voluto darne.
Alfredo Fisichella In copertina: Olio su tela dell’artista Salvatore Farruggia. NOTTURNO: CON TORRI DI BABELE, FISARMONICHE, SCALE E VISEITA’ DEL “BUCO NERO”. 2007
La provincia, fonte inesauribile della narrativa italiana, ha offerto moltepli- ci spunti agli scrittori siciliani, pro- tagonisti delle “cento Sicilie”. I piccoli centri sono, per eccellenza, luoghi creati- vi che generano personaggi, vicende, situazioni, atmosfere di per sé narrativa- mente compiuti, che si prestano, con naturalezza e spontaneità, a essere trasfe- riti sulla pagina da chi possiede talento. È il caso di Giuseppe Sanfilippo che già, nelle Libere divagazioni del 2009, aveva preso ispirazione dal suo paese, Maz- zarino.
Ora Sanfilippo appunta il suo sguardo indagatore su Via Cappuccini, a sua volta microcosmo all’interno di quel microco- smo che è il suo paese, palcoscenico nel quale allestisce le quinte e i fondali per una nuova prova narrativa
La produzione letteraria siciliana ha una storia e perfino una geografia proprie che, nel tempo, ne hanno segnato l’autonoma identità, our nell’ambito della letteratura italiana della pur quale essa è parte fondamentale. La “siciliani- tà”, cioè lo specifico modo di essere dei sicilia- ni, costituisce una dimensione concreta e plura- le che gli scrittori isolani si sono incaricati ati di indagare e di rappresentare con straordinari esiti artistici.
Tale identità ha le sue radici in un pessimi- smo della ragione al quale si accompagna un pessimismo della volontà. Evidentemente – ha scritto lapidariamente Gesualdo Bufalino – la ragione dei siciliani “non è quella di Cartesio, ma di Gorgia, di Empedocle, di Pirandello. Sempre in bilico fra mito e sofisma, tra calcolo e demenza; sempre pronta a ribaltarsi nel suo contrario, allo stesso modo di un’immagine che si rifletta rovesciata nell’ironia dello specchio”.
Lungo il continuum del rampollare della “sicilianità”, la collana si propone di fare da cer- niera tra la grande letteratura e le esperienze narrative più recenti, le “prove” di nuovi autori.
Nell’avvicinarsi della presentazione del mio nuovo libro Valerio e lo specchio volevo ricordare un momento speciale.
“Ricordi di una significativa serata a Mazzarino, il 2 gennaio 2010, in occasione della presentazione del mio libro Libere divagazioni. Un evento che ha riunito importanti voci del panorama culturale e accademico, con l’introduzione del Prof. Gino Varsalona e le presentazioni del Prof. Sergio Mangiavillano e del Prof. Antonio Vitellaro, presidente dell’Associazione Culturale ‘Officina del Libro Luciano Scarabelli’.
Il dialogo è stato ulteriormente arricchito dagli interventi del Prof. Angelo Chiara (Medicina Legale, Università di Catania) e del Prof. Alfredo Fischella (Medicina Interna, Università di Catania), sotto il coordinamento della Prof.ssa Francesca Fiandaca Riggi. È stata un’opportunità preziosa per esplorare i temi del libro, che invitano a una riflessione sulla ‘vita senza relazioni’ e sulla necessità di essere ‘protagonisti e non semplici spettatori’, come sottolineo in uno dei passaggi riportati.
Un ringraziamento va a tutti coloro che hanno partecipato e contribuito a rendere quella serata memorabile, in particolare agli organizzatori e a tutti gli illustri relatori e intervenuti. L’opera, con la sua copertina dipinta dall’artista Salvatore Farruggia, continua a rappresentare per me un punto fermo nel percorso di ricerca di ‘un’armonia apparente’.”
Caro Giuseppe, impossibilitato per gravi motivi familiari ad essere presente a questo interessante incontro per la presentazione della tua nobile fatica, non posso però mancare di inviarti un caro saluto, un augurio e una mia breve riflessione.
Il titolo, già di per sé, anticipa numerose situazioni narrative che non ti sfuggono. Il termine «specchio» è molto presente nella narrativa, sia in contesti metaforici che in situazioni reali. Quante volte abbiamo sentito ripetere la classica espressione «specchio dell’anima»! Tu non ti lasci sfuggire questa occasione, affascinato dalla ricchezza di sollecitazioni che promette. Valerio sente la mancanza dello specchio tra gli oggetti custoditi negli scatoloni, ma non ha fretta di cercarlo, per non complicarsi la vita.
“Ah, la nostalgia! Nello specchio vedeva riflesso l’unico amico che amava come se stesso.”
“Qualcosa tra i due si era guastato. Da quello specchio riceveva riflessi inquietanti della sua immagine. Si percepiva diverso, non si piaceva.”
Quando Valerio estrae il vecchio specchio dallo scatolone, lo abbraccia come un amico che ritorna da un lungo viaggio…
L’autore non intende restare entro i confini della realtà mentre è in vita. Il libro di cui parliamo avrebbe potuto intitolarsi La solitudine di Valerio e lo specchio che ne è testimone.
Nella Lettera semiseria all’amico Gino c’è una significativa dichiarazione sulla poetica a cui si ispira l’autore:
«La satira anima fino agli angoli più bui dell’animo umano per illuminare le nefandezze in esso nascoste. La logora, il potere contro il quale è invariabilmente rivolta. Mai la satira deve essere diretta contro i deboli, ma per liberare i deboli dalla tirannia del potere.»
Va bene! Ma nel libro c’è molto di più.
“Valerio, solo e indifeso, con il cuore colmo di ambascia, in un deserto di ricordi, aveva finito di ingannarsi. Negli occhi di quanti lo incontravano, nello specchio vedeva riflessa la verità. Valerio si stava spegnendo come una stella cadente, senza nemmeno il ricordo, perché dalla memoria si erano cancellate le tracce della sua vita. Non esisteva più. Ora ho capito il senso del sottotitolo: ‘Riflessi di un dramma’.”
Resta da leggere il libro. Leggete, gente, leggete!
L’Assessorato allo Sport, Turismo e Spettacolo del Comune di Mazzarino è lieto di invitarvi all’appuntamento culturale “Aria d’inChiostro”, a cura di Sergio Buttigè.
Protagonista della serata sarà il libro “Valerio e lo specchio – Riflessi di un dramma”, con una conversazione con l’autore Giuseppe Sanfilippo. Letture a cura di Sonia Pagano e accompagnamento musicale di Antonella Carmisciano.
📍 Chiostro dell’ex Convento dei Padri Carmelitani – Mazzarino 📅 Sabato 12 Luglio 2025 🕢 Ore 19:30
L’evento sarà registrato e trasmesso da Radio Onda Due.
Un’occasione speciale per riflettere, emozionarsi e condividere insieme la forza delle parole.
Valerio e lo specchio è il primo racconto di un ciclo narrativo che Giuseppe Sanfilippo annuncia, a mo’ di manifesto, nella lettera rivolta allamico Gino posta a prologo del libro. Qui l’Autore rende conto non semplice- mente della sua idea della letteratura, mentre enuncia quasi una vera e propria visione del mondo, una Weltanschauung, che è soprattutto intuizione, dove centrale è il ruolo della parola, nel solco ebraico-cristia- no, prerogativa divina e levatrice di mondi, piuttosto che quel fare dal nulla, la Hoínoig, cui avrebbe, primo fra i greci, fatto riferimento Erodoto.
Logica e metodo per attingere questo fine è il supera- mento del difetto cui costringe il senso comune: il perimetro usuale dove fluttua ogni scheggia dell’uma- no. Per Sanfilippo occorre andare oltre quell’unico verso, legge e destino della realtà, così da aprire alla scoperta di altri sensi, nuove possibilità di cui, invece, ci priviamo, abituati come siamo a dare al mondo una esclusiva, logica, direzione, che solo la morte potrà contraddire aprendo le porte di un Altro Mondo, una differente condizione dell’essere, quindi una nuova vita.
Raffaele Manduca
Giuseppe Sanfilippo, nasce a Mazzarino nel 1960; vive a Catania, esercita la professione di Medico Legale. Ha esordito nel 2009 con Libere divagazioni (Paruzzo Printer Editore), Caltanissetta; nel 2014 ha pubblicato Via Cappuccini e nel 2017 L’ultima Veglia (Edizioni Lussografica) Caltanissetta.
Valerio e lo specchio
— Professore Antonio Vitellaro
commento al libro: Valerio e lo specchio